Meteo Palermo °C

Scatta la passione al "Grande Fratello Vip", il lunghissimo bacio di Antonella Elia | VIDEO 📺
Terremoto in Turchia, edificio in fiamme dopo una fuga di gas: le terribili immagini 📹 VIDEO
Forte scossa di terremoto in Turchia: palazzi crollati e terrore in strada 📹 VIDEO
Palermo 24 Gennaio 2020, punte prossime ai 20°C e c'è chi fa un tuffo a Mondello | VIDEO 📹

OFFERTE E ANNUNCI DI LAVORO A PALERMO

Mostra tutti gli annunci Sempre in aggiornamento!

LA CUCINA PALERMITANA

Le olivette di Sant’Agata, conosciute in dialetto come aliveddi ri Sant’Àjita, sono dolci siciliani tipici della città di Catania. Insieme alle Minne di vergine (o cassatelle di Sant’Agata) vengono preparate in occasione delle solenni festività dedicate a Sant’Agata, patrona della città etnea, il 5 febbraio di ogni anno.Come è facile intuire si tratta di dolci aventi forma di oliva e composti con la famosa pasta di mandorle siciliana cui viene miscelato un pizzico di colorante verde,  un goccio di rum e infine rotolate nello zucchero semolato.La leggenda delle olivette di Sant’AgataCome buona parte delle specialità siciliane anche a questa prelibatezza è legata una popolare leggenda che fonde tradizioni, cultura e religiosità.Si narra infatti di un episodio miracoloso che vede protagonista la giovane Agata. Nata a Catania nei primi decenni del III secolo (si crede nell’anno 235), appena adolescente Agata manifesta il suo fermo desiderio di consacrare la propria esistenza a Dio facendo voto di castità.A quel tempo Catania, che faceva parte dell’immenso impero romano, era governata dal proconsole Quinziano il quale, eseguendo l’editto emesso dall’imperatore Settimio Severo, perseguitava i cristiani costringendoli ad abiurare la propria fede per convertirsi al paganesimo. Il rifiuto aveva come conseguenza persecuzioni, torture e infine la morte.Il proconsole Quinziano, venuto a conoscenza della bellezza di Agata, ordinò di condurla a palazzo pretorio e, non appena apparve alla sua vista, rimase affascinato dalla purezza della giovane ragazza. Ma vani furono i tentativi di seduzione di Quinziano il quale, sconfitto nel suo amor proprio e mosso da terribile crudeltà, la fece imprigionare e torturare.E fu durante un tentativo di fuga che la leggenda narra di un fatto miracoloso che vide protagonista Agata. Inseguita dalle guardie del proconsole romano Agata, inginocchiatasi per stringere i calzari, tocca la terra con la mano e, immediatamente, vede germogliare un alberello di olivo. In pochissimo tempo l’albero diventa così rigoglioso e frondoso che non solo la nasconde dalla vista degli inseguitori ma appare talmente carico di frutti maturi grazie ai quali la giovane poté sfamarsi.Questo è quanto narra la leggenda popolare che terminerà tragicamente con l’uccisione di Agata, arsa viva, da parte di Quinziano. E come vedete, oggi come allora, la violenza sulle donne rimane un tema ancora terribilmente attuale.La ricettaLa ricetta delle olivette di Sant’Agata è veramente facile facile e alla portata di tutti. I pochissimi ingredienti necessari richiedono solo un po’ d’accortezza durante la fase della cottura delle mandorle. Poiché tendono ad attaccarsi sul fondo è necessario mescolare continuamente per i 15 minuti circa, a fiamma bassissima, con un cucchiaio di legno o una spatola in silicone.Anche la manualità che conferisce ai dolcetti la forma di olive si acquisisce fin dai primi tentativi. Insomma, non avete nessuna scusa per non cimentarvi con questa ricetta profumata e invitante. Tra l’altro esiste anche una variante che potrebbe stuzzicare ulteriormente la vostra golosità che vede le olivette ricoperte quasi interamente di cioccolato bianco o fondente.E ora vi lascio leggere la ricetta ricordandovi di guardare un’altra bontà catanese come le crespelle di riso. Ciao.L'articolo Olivette di Sant’Agata proviene da Fornelli di Sicilia.
Olivette di Sant’Agata LEGGI LA RICETTA